È un fenomeno consolidato, con utenti e servizi che crescono e che si accaparrano anche una piccola fetta di pubblicità. Stiamo parlando delle Web Radio, vere e proprie stazioni radiofoniche, con parole, musica e programmi, che vengono distribuite gratuitamente attraverso la propria connessione Internet. Oggi vedremo cosa sono e quali strumenti servono, in un secondo video vedremo come crearne una.
Rispetto alla Web Tv, una Web Radio ha bisogno di strumenti meno costosi, basta un microfono, e può essere attrezzata anche con software locali, senza utilizzare servizi esterni. È anche un servizio più divertente: se per le Web Tv servono immagini e video per rendere attraente il proprio canale, su una Web Radio basta la voce e qualche file musicale di cui si posseggono i diritti di distribuzione.
Il funzionamento generale è semplice e prevede al minimo due software: uno che gestisce la musica e la voce e un altro che esegue il processo di broadcasting ; ossia che si occupa di diffondere il segnale agli ascoltatori ed eventualmente di registrare le puntate per un ascolto in podcast, riprodurre playlist programmate quando non si è in diretta o offrire un'interfaccia Web per gli ascoltatori.
Come detto non serve per forza un servizio esterno: la voce occupa una banda minore rispetto al video e con una connessione ADSL mediamente veloce si possono raggiungere una decina di ascoltatori in qualità radio AM senza utilizzare un server esterno, il doppio abbassando ancora un po' la qualità. Con alcune soluzioni di peercasting, ossia di trasmissione audio video su reti peer to peer, la banda in uscita può essere anche moltiplicata e servire così numero maggiore di utenti. Se date un'occhiata alla trascrizione abbiamo incluso una tabella con il massimo numero di utenti in base alle impostazioni di banda.
Di software ce ne sono molti, per Mac, Linux, Windows, open source o no, gratuiti o a pagamento. Tra le soluzioni gratuite e "fai da te" una si è imposta alla comunità degli appassionati: l'accoppiata Winamp e Shoutcast. Il primo è il noto player audio/video che, grazie ad un plug-in, si trasforma in una piccola console radiofonica; il secondo è un server che serve ad eseguire il servizio di broadcasting, cioè a diffondere il video ad altri utenti.
Il plug-in per Winamp ha due funzioni: consente di configurare la sorgente audio, di solito il microfono e una lista di brani da mixare, e di impostare la qualità della trasmissione, definita dalla quantità di bit usati per codificare l'audio e dal suo formato. Il plug-in serve anche a collegare Winamp con il server ShoutCast e a pubblicare, se si desidera, la propria stazione radio nell'elenco delle stazioni attive del sito shoutcast.com.
Gli utenti Linux e chi ama perdersi tra impostazioni e soluzioni complesse potrebbero provare IceCast. IceCast è un server di broadcasting e sostituisce, nella catena descritta prima, ShoutCast: è open source e ha il vantaggio di una maggiore flessibilità e di frequenti aggiornamenti. È compatibile con Winamp e con decine di altri player e supporta diversi formati audio e anche il formato video Nulsoft Video Stream.
Chi vuole invece qualcosa di più professionale può provare Sam Broadcaster, uno dei leader commerciali del mondo delle Web Radio. Quando lo avrete installato vi troverete di fronte ad una vera e propria stazione di trasmissione con possibilità di gestire più plance audio, perfezionare il suono con un equalizzatore, sfumare le canzoni, normalizzare il volume, impostare sigle di inizio e chiusura e così via. Oltre a supportare un gran numero di formati audio e ad essere compatibile con diversi server di broadcasting, include anche una piattaforma pubblicitaria. Il costo è in linea con le funzioni: 300 dollari più IVA.
Un sistema fatto in casa come quello descritto poco fa ha un grande limite: può funzionare solo per pochi ascoltatori perché sfrutta solo la banda in uscita della connessione, che nelle ADSL è molto più bassa di quella disponibile per il download. Per ovviare a questo problema ci sono due strade: la più semplice è pagare un servizio esterno che amplifichi il segnale, l'altro è usare un servizio di peercasting.
Peercast è uno dei primi software di peercasting: riceve un segnale da un server di broadcast come ShoutCast o Icecast e lo immette in una rete P2P per amplificarlo. Il sistema funziona ed è in grado di distribuire anche trasmissioni video con una qualità discreta. I limiti, oltre che in un procedimento di configurazione laborioso, sono nella sua stessa natura: funziona meglio quando ci sono più utenti collegati a supportare la rete e Peercast non è un software molto diffuso.
Molto più comodo è utilizzare un server esterno. Uno dei più noti è Live365 il cui pacchetto base costa circa 10 dollari al mese e solo 3 utenti contemporanei; Listen2myradio.com è meno elegante, più confuso nella configurazione, ma è gratuito e, stando a quanto detto dai gestori, supporta per ogni account fino a 500 utenti in contemporanea. Un elenco di servizi per lo streaming è disponibile sul sito RadioToolbox.
Rispetto alla Web Tv, una Web Radio ha bisogno di strumenti meno costosi, basta un microfono, e può essere attrezzata anche con software locali, senza utilizzare servizi esterni. È anche un servizio più divertente: se per le Web Tv servono immagini e video per rendere attraente il proprio canale, su una Web Radio basta la voce e qualche file musicale di cui si posseggono i diritti di distribuzione.
Il funzionamento generale è semplice e prevede al minimo due software: uno che gestisce la musica e la voce e un altro che esegue il processo di broadcasting ; ossia che si occupa di diffondere il segnale agli ascoltatori ed eventualmente di registrare le puntate per un ascolto in podcast, riprodurre playlist programmate quando non si è in diretta o offrire un'interfaccia Web per gli ascoltatori.
Come detto non serve per forza un servizio esterno: la voce occupa una banda minore rispetto al video e con una connessione ADSL mediamente veloce si possono raggiungere una decina di ascoltatori in qualità radio AM senza utilizzare un server esterno, il doppio abbassando ancora un po' la qualità. Con alcune soluzioni di peercasting, ossia di trasmissione audio video su reti peer to peer, la banda in uscita può essere anche moltiplicata e servire così numero maggiore di utenti. Se date un'occhiata alla trascrizione abbiamo incluso una tabella con il massimo numero di utenti in base alle impostazioni di banda.
Di software ce ne sono molti, per Mac, Linux, Windows, open source o no, gratuiti o a pagamento. Tra le soluzioni gratuite e "fai da te" una si è imposta alla comunità degli appassionati: l'accoppiata Winamp e Shoutcast. Il primo è il noto player audio/video che, grazie ad un plug-in, si trasforma in una piccola console radiofonica; il secondo è un server che serve ad eseguire il servizio di broadcasting, cioè a diffondere il video ad altri utenti.
Il plug-in per Winamp ha due funzioni: consente di configurare la sorgente audio, di solito il microfono e una lista di brani da mixare, e di impostare la qualità della trasmissione, definita dalla quantità di bit usati per codificare l'audio e dal suo formato. Il plug-in serve anche a collegare Winamp con il server ShoutCast e a pubblicare, se si desidera, la propria stazione radio nell'elenco delle stazioni attive del sito shoutcast.com.
Gli utenti Linux e chi ama perdersi tra impostazioni e soluzioni complesse potrebbero provare IceCast. IceCast è un server di broadcasting e sostituisce, nella catena descritta prima, ShoutCast: è open source e ha il vantaggio di una maggiore flessibilità e di frequenti aggiornamenti. È compatibile con Winamp e con decine di altri player e supporta diversi formati audio e anche il formato video Nulsoft Video Stream.
Chi vuole invece qualcosa di più professionale può provare Sam Broadcaster, uno dei leader commerciali del mondo delle Web Radio. Quando lo avrete installato vi troverete di fronte ad una vera e propria stazione di trasmissione con possibilità di gestire più plance audio, perfezionare il suono con un equalizzatore, sfumare le canzoni, normalizzare il volume, impostare sigle di inizio e chiusura e così via. Oltre a supportare un gran numero di formati audio e ad essere compatibile con diversi server di broadcasting, include anche una piattaforma pubblicitaria. Il costo è in linea con le funzioni: 300 dollari più IVA.
Un sistema fatto in casa come quello descritto poco fa ha un grande limite: può funzionare solo per pochi ascoltatori perché sfrutta solo la banda in uscita della connessione, che nelle ADSL è molto più bassa di quella disponibile per il download. Per ovviare a questo problema ci sono due strade: la più semplice è pagare un servizio esterno che amplifichi il segnale, l'altro è usare un servizio di peercasting.
Peercast è uno dei primi software di peercasting: riceve un segnale da un server di broadcast come ShoutCast o Icecast e lo immette in una rete P2P per amplificarlo. Il sistema funziona ed è in grado di distribuire anche trasmissioni video con una qualità discreta. I limiti, oltre che in un procedimento di configurazione laborioso, sono nella sua stessa natura: funziona meglio quando ci sono più utenti collegati a supportare la rete e Peercast non è un software molto diffuso.
Molto più comodo è utilizzare un server esterno. Uno dei più noti è Live365 il cui pacchetto base costa circa 10 dollari al mese e solo 3 utenti contemporanei; Listen2myradio.com è meno elegante, più confuso nella configurazione, ma è gratuito e, stando a quanto detto dai gestori, supporta per ogni account fino a 500 utenti in contemporanea. Un elenco di servizi per lo streaming è disponibile sul sito RadioToolbox.
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